L'accoppiata
Quireboys e Bonafide si annunciava personalmente come una delle più interessanti
della stagione, con i rockers britannici accompagnati in giro per l'Europa da
questi "newcomer" -ma non troppo- svedesi. Peccato che, per motivi personali, i
secondi abbiano dovuto abdicare proprio pochi giorni prima di arrivare dalle
nostre parti, dovendo dare forfait appena dopo le date nella non lontanissima
Svizzera. Peccato per la loro assenza forzata e all'ultimo minuto, conoscendo
loro ci sarebbe stato ancor più da divertirsi, ma comunque ci mettiamo in
viaggio Martedì mattina direzione Trieste, tempo di acclimatarci un po' nella
città giuliana sferzata da una certa bora ed è già il momento di dirigerci verso
il teatro Miela, sede del concerto e a poche centinaia di metri dal nostro B&B.
Sono le sei e mezzo e il soundcheck è già finito, così il "collega" triestino
Maxx Barzelatto appena giunto dall'ufficio, ci accoglie in attesa di cena con
una provvidenziale birra. La cena in centro, a due passi dal locale, doveva
essere allietata dalla presenza dei Quireboys tutti, ma Spike ha preferito
riposare in albergo, un bene vista l'ottima forma che ci farà vedere sul palco!
Quando
torniamo al locale, il pubblico sta lentamente affluendo e poco dopo le nove è
il turno della band di apertura, i locali GONZALES. Il loro impatto sulla serata
è una deflagrazione, peccato per i suoni non proprio ottimali, che hanno
rovinato soprattutto la loro esibizione. Peccato perché alla fine loro ci hanno
velocemente convinto, certo le casse sembrano quasi scoppiare di fronte alle
loro bordate di energia. Loro sfruttano chiaramente il fattore campo
coinvolgendo bene i presenti con un punk rock'n'roll con sonorità abbastanza
classiche e bollenti e un certo savoir faire, svolgendo alla grande il compito
di riscaldamento.
Arriva
quindi il momento dell'evento principale, puntuale verso le dieci e mezzo. E la
sala è già bella calda e piena per i QUIREBOYS. Gli inglesi sono da poco tornati
con un nuovo album, "Beautiful Curse", ottimamente accolto da fan e critica, in
perfetto stile Quireboys e lo show di stasera non delude nemmeno lui le attese.
I suoni sono leggermente meglio ora, sarà anche per un sound un po' più soft e
comunque i britannici fanno passare velocemente tutto in secondo piano. Spike
sembra essersi riposato per bene e sul palco è il solito one-man-show, che oltre
a passare disinvoltamente da un bicchiere di birra a un calice di vino o
quant'altro, attira le attenzioni dei presenti con grande maestria e un
magnetismo irresistibile. Le nuove cose si adattano molto facilmente al
repertorio, anche se inevitabilmente sono i "soliti" grandi classici a scaldare
di più l'atmosfera in sala. Alcuni nuovi passaggi, come l'avvincente "Too Much
Of A Good Thing" o la ritmata "Homewreckers And Heartbreakers" su tutte fanno
comunque la loro porca figura, anche se accolte meno calorosamente. I lentoni
"Mona Lisa Smiled" e "I Don't Love You Anymore", così come le cavalcate di "Hey
You" e infine "7 O'Clock", sono pezzi che maggiormente rimangono impressi nella
serata triestina, con l'ultima festaiola chiusura temporanea di un set
divertente. I presenti rimangono in posizione e come da manuale dopo poco ecco i
nostri di nuovo sul palco per un tris finale, fra cui le conclusive "Mother Mary
" e "Sweet Mary Ann" incorniciano la prestazione della serata, anche se qualcosa
forse mancherebbe ancora (qualcuno ha detto forse "Sex Party"?!). Ci trasferiamo
ora dalla sala alla zona bar dove nonostante sia martedì sera, c'è ancora un
buon numero di persone: poca attesa, una qualche birretta ed ecco i Quireboys
accontentare i fan con foto e autografi, come promesso. La stanchezza del lungo
viaggio si fa sentire, così giusto il tempo di salutare l'amico Maxx e facciamo
ritorno al B&B nella gelida notte triestina. Certo la trasferta è stata lunga e
faticosa, ma lo show dei Quireboys è come sempre una certezza, garanzia di un
paio di orette scarse di party rock'n'roll!!